Venerdì, 23 Agosto 2019
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Lazio, approvata legge contro il caporalato

Dura lotta al lavoro irregolare in agricoltura

redazione venerdì 9 agosto 2019
aula pisana cinque
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio presieduto da Mauro Buschini ha approvato oggi a maggioranza con 26 voti favorevoli e 4 astenuti su 31 presenti, il testo unificato delle proposte di legge regionale n. 100 e n. 107 (Disposizioni per contrastare il fenomeno del lavoro irregolare e dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura).

Si tratta di un testo proveniente dal lavoro di una sottocommissione, che ha unificato una proposta di legge di Giunta (la n. 107) con una avente come primi firmatari Marta Bonafoni della lista Zingaretti e Alessandro Capriccioli di Più Europa radicali (la n. 100). Il suo obiettivo, come enunciato nell'articolo 1, è quello di contrastare lo sfruttamento dei lavoratori e favorire l'emersione del lavoro irregolare nel settore agricolo. La situazione si è sbloccata solo alle 3,30 della notte, dopo che per lunghe ore il centro destra aveva portato avanti una dura opposizione.

A questo scopo è stata presentata anche una mole ingente di ordini del giorno, che sono stati però rinviati alla prossima seduta, successiva alla pausa estiva, il 10 settembre. Rinviato anche l'esame della proposta di legge regionale n. 113 (Compostaggio aerobico di rifiuti organici), dopo che la stessa era stata presentata da Marco Cacciatore (M5s) nel primo pomeriggio dell'8 agosto. Proprio questa alternanza tra le due proposte di legge era stata contestata dall'opposizione di centrodestra che, alla ripresa dei lavori sul testo sul lavoro irregolare, con l'esame dell'articolato, aveva iniziato la sua opposizione, con i consiglieri Antonello Aurigemma di Forza Italia, Daniele Giannini e Angelo Tripodi della Lega e Chiara Colosimo e Fabrizio Ghera di Fratelli d'Italia.

Tra i contenuti della normativa approvata oggi, gli elenchi di prenotazione telematici previsti dall'articolo 3 per fare incontrare domanda e offerta di lavoro e gli indici di congruità (articolo 4), attraverso i quali si definisce il rapporto tra quantità e qualità dei beni e servizi offerti dai datori di lavoro e quantità delle ore lavorate. Molti emendamenti hanno modificato l'articolo 5 della proposta, sui centri polifunzionali per prestare assistenza ai lavoratori, a cui l'opposizione di destra rimproverava il fatto di realizzare un duplicato dei centri per l'impiego. Vari gli emendamenti anche all'articolo 6, che istituisce un osservatorio regionale sul lavoro in agricoltura presso l'assessorato competente in materia di lavoro.

Il programma triennale degli interventi è previsto all'articolo 7 e comprende, tra gli altri, l'incentivazione all'assunzione di soggetti che hanno denunciato una o più imprese per ricorso al lavoro irregolare e l'agevolazione del trasporto dei lavoratori da e per il luogo di lavoro. Le condizioni di accesso ai benefici economici da parte delle imprese agricole sono l'oggetto dell'articolo 8, approvato senza emendamenti, così come il 9 sulle campagne di informazione e azioni di sensibilizzazione. Il regolamento di attuazione è regolato dall'articolo 12 e il monitoraggio di questa legge dall'articolo 13.

430 mila euro per l'anno corrente, 950 mila ciascuno per i due anni seguenti sono le cifre del finanziamento di questa normativa, contenute nell'articolo 15, come emendato dall'assessore Sartore. Approvato anche un articolo aggiuntivo per salvaguardare gli stipendi dei tirocinanti della giustizia.

Per Bonafoni, prima ad intervenire in discussione generale in mattinata, la politica deve dimostrare con questa legge di essere più forte della criminalità. La consigliera ha stigmatizzato però al termine dei lavori l'atteggiamento tenuto dal centro destra su un tema così importante e ha invece riconosciuto il senso di responsabilità del M5s. Il lavoro agricolo è particolarmente soggetto alla penetrazione della criminalità, secondo l'assessore Claudio Di Berardino, a causa tra l'altro della stagionalità delle attività. Particolarmente importante secondo l'assessore è l'intervento della normativa a proposito del trasporto verso i campi, poiché questo è il momento di contatto tra i "caporali" e la manodopera.

"La corsa al ribasso dei diritti quando comincia non finisce più", ha detto poi la presidente della commissione Lavoro Eleonora Mattia del Pd, che ha parlato anche di "una alleanza tra cibo sano e lavoro sano". Sfruttamento doppio è quello della manodopera femminile, che spesso è anche fatta oggetto di ricatto sessuale, ha concluso Mattia. "Schiavitù" è l'unico termine in grado di descrivere la situazione dei lavoratori irregolari in agricoltura, secondo il presidente della commissione seconda, Capriccioli: "condizioni di vita disumane, paghe irrisorie, arbitrio dei padroni" connotano questa situazione. Contrario alla differenziazione tra uomini e donne nella considerazione dello sfruttamento si è detto Loreto Marcelli del Movimento 5 stelle; una sintesi tra la lotta al caporalato e la tutela degli interessi legittimi degli imprenditori è necessaria per Daniele Giannini della Lega. Attenzione va posta anche alla fase della distribuzione secondo Pasquale Ciacciarelli di Forza Italia, citando gli esercizi di ortofrutta gestiti da immigrati con orari assai più ampi di quelli normali. Auspicato che questa normativa non diventi una "bandiera", da agitare per fini politici, da parte di Sergio Pirozzi. Aurigemma di Forza Italia ha ricordato il coinvolgimento di elementi anche dei sindacati nelle recenti inchieste sul lavoro nero ed ha auspicato un attento esame degli emendamenti presentati. Un problema di competenza è quello sollevato da Massimiliano Maselli di Noi con l'Italia, che ritiene che questa materia ricada quasi del tutto in ambito statale. Non si può essere certo in disaccordo sugli intenti di questa normativa, secondo Ghera secondo cui però l'afflusso incontrastato di immigrati degli scorsi anni con governi di centro sinistra ha favorito il fenomeno.

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Lazio, Cultura: il 10 agosto "Tra luci e stelle"

Sessanta appuntamenti in tutte le province

redazione martedì 6 agosto 2019
castello santa severa

LAZIO - Sabato 10 agosto si terrà il terzo appuntamento de "L'Estate delle Meraviglie" della Regione Lazio, "Tra Luci&Stelle".

Lo comunica la Regione Lazio.

Osservazioni astronomiche nei planetari e nei parchi regionali, a bordo di un pedalò o dalla torre di un castello, spettacoli e cene a lume di candela, passeggiate archeologiche ed escursioni sotto le stelle, sono solo alcuni degli oltre 60 appuntamenti che costituiscono il programma per la Notte di San Lorenzo.

Gli eventi sono realizzati grazie alla collaborazione delle amministrazioni comunali, dei parchi e delle aree protette della Regione Lazio e con il coinvolgimento di gruppi e associazioni di astrofili selezionati attraverso un avviso pubblico indetto da LAZIOcrea.

Per consultare il programma completo è possibile farlo a questo link: http://www.estate.visitlazio.com/estate/sabato-10-agosto-tra-luci-e-stelle/

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Lazio, approvato il Piano rifiuti 2019-2025

Da un'economia lineare a un'economia circolare

redazione sabato 3 agosto 2019
raccolta differenziata
LAZIO - Approvato dalla Giunta il Piano Rifiuti del Lazio 2019-2025. Ora scatteranno i 60 giorni per le osservazioni e altri 30 giorni per le controdeduzioni, per poi approdare all'esame definitivo della Commissione e del Consiglio regionale.

Ecco cosa prevede il Piano, questi gli obiettivi principali con cui viene definito il sistema dei rifiuti del Lazio nei prossimi 6 anni:

 - sviluppo dell'economia circolare;

- riequilibrio territoriale del fabbisogno impiantistico in ogni Ato provinciale;

- introduzione del sub-ambito di Roma Capitale;

- innovativo presidio industriale di Colleferro e raccolta differenziata al 70% nel Lazio entro il 2025;

- legalità e investimenti regionali per sostenere Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.

Sono previsti cinque ambiti territoriali ottimali, uno per ogni provincia. Per contribuire a colmare il gap impiantistico la Regione nel 2019 stanzierà circa 6 milioni di euro, che verranno messi a disposizione di Comuni e aziende pubbliche del settore, attraverso un bando pubblico, per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Politiche attive e nuovi investimenti permetteranno di favorire la riduzione della produzione di rifiuti e lo sviluppo dell'economia circolare: accordi con la Grande Distribuzione Organizzata per la riduzione degli imballaggi, contrasto del consumo della plastica monouso, introduzione della tariffa puntuale, secondo il principio "che meno si inquina e meno si paga", contributi per la creazione di isole ecologiche e centri di compostaggio nei Comuni del Lazio (che negli ultimi anni hanno già ricevuto oltre 87 milioni di euro dalla Regione).

Sarà incentivata la promozione dei centri per il riuso alla realizzazione dell'innovativo compound industriale di Colleferro, dove verranno trattati i rifiuti indifferenziati con processi di lavorazione a freddo, permettendo il recupero di materie prime secondarie, senza alcun impatto ambientale, che potranno essere rimesse sul mercato.

L'approvazione in Giunta del Piano rifiuti del Lazio rappresenta un fondamentale passo in avanti su una grande sfida di civiltà e sviluppo che stiamo conducendo assieme ad altre istituzioni, a partire dal Ministero per l'Ambiente e alla rete dei Comuni del Lazio, ma che coinvolge anche il tessuto produttivo, le associazioni, e naturalmente i cittadini.

Una grande alleanza tra Stato, istituzioni locali, imprese e cittadini per affermare un modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità, sul rispetto dell'ambiente, sull'uso consapevole delle risorse.

"Non ci saranno più discariche come quella di Malagrotta perché il piano lo esclude e non ci saranno più luoghi dove verranno interrati i rifiuti. Si tratta, casomai, di individuare dei siti per conferire materiali trattati e non sono quelli che abbiamo conosciuto ai tempi di Malagrotta – così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: la novità del piano è che possiamo dire con certezza che in questa regione non ci saranno mai più discarica di rifiuti tal quale. Quello di cui c'è bisogno sono siti di conferimento di materiali trattati e quindi inerti. Materiali trattati in impianti come quello di Colleferro".

"O gli impianti necessari vengono realizzati dai soggetti pubblici oppure nelle aree compatibili individuate dalle Province, le cosiddette aree bianche, essi potranno essere realizzati dai privati – così Massimiliano Valeriani, assessore al ciclo dei rifiuti, che ha aggiunto: per garantire però un concreto e doveroso equilibrio impiantistico è necessario definire un sub-ambito di Roma Capitale, nel quale prevedere l'autosufficienza impiantistica per il trattamento e lo smaltimento".

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Lazio, il Consiglio approva il PTPR

Voto arrivato alle sei del mattino

redazione venerdì 2 agosto 2019
piano paesistico regionale
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato a maggioranza il Piano territoriale paesistico regionale (Proposta di deliberazione consiliare n. 26 del 4 gennaio 2019), al termine di una sessione d'Aula durata tre giorni. Il voto è arrivato alle 6 di questa mattina, dopo una maratona notturna iniziata poco prima dell'una, quando l'assessore regionale Massimiliano Valeriani ha presentato quattro subemendamenti, che hanno interamente sostituito alcune parti del corposo provvedimento (tra cui le norme tecniche e le osservazioni), facendo decadere circa 2000 emendamenti.

Le modalità e i tempi dei lavori d'Aula hanno suscitato le proteste dei gruppi consiliari del Movimento 5 stelle e di Fratelli d'Italia, che hanno criticato, in particolare, l'esiguo tempo concesso per esaminare gli ultimi quattro subemendamenti, presentati alla ripresa dei lavori, dopo una lunga interruzione durata dalle ore 14 di ieri fino all'una del mattino di oggi.

Il Piano territoriale paesistico regionale (Ptpr), redatto secondo i contenuti della Legge regionale 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico), è un piano paesaggistico che sottopone a specifica normativa d'uso l'intero territorio della Regione Lazio con la finalità di salvaguardare i valori del paesaggio, come previsto nel Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Il Ptpr approvato oggi sostituisce i Piani territoriali paesistici (Ptp) attualmente vigenti, costituendo un unico piano paesaggistico per l'intero ambito regionale, con l'unica eccezione della parte di territorio relativa al "Piano Valle della Caffarella, Appia antica e Acquedotti". Le norme del piano sono sovraordinate alla pianificazione urbanistica delle Province e dei Comuni e offrono un riferimento cartografico univoco e completamente informatizzato per l'individuazione e la perimetrazione dei beni paesaggistici. Le sue previsioni sono anche direttamente efficaci e conformative dei diritti di terzi, prevalendo sugli strumenti urbanistici vigenti.

Tra i numerosi documenti allegati al Piano, le norme tecniche possono essere considerate la parte centrale del provvedimento, perché hanno natura prescrittiva e contengono le disposizioni generali, la disciplina di tutela e di uso dei singoli ambiti di paesaggio con l'individuazione degli usi compatibili e delle azioni ammesse. Contengono, inoltre, anche le modalità di tutela delle aree protette per legge, le modalità di tutela degli immobili e le aree del patrimonio identitario regionale, gli indirizzi volti a realizzare lo sviluppo sostenibile delle aree interessate.

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Lazio, il Consiglio ha iniziato l'esame del PTPR

Minuto silenzio per Cerciello Rega e Noemi Magni

redazione martedì 30 luglio 2019
aula pisana tre
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio ha avviato oggi l'esame del Ptpr, il Piano territoriale paesistico regionale (Proposta di deliberazione consiliare n. 26 del 4 gennaio 2019). Dopo la relazione dell'assessore regionale Massimiliano Valeriani, titolare della delega all'Urbanistica, è iniziata la discussione generale, che proseguirà domani a partire dalle ore 10,30. Prima della relazione dell'assessore, l'Aula ha respinto a maggioranza la questione pregiudiziale e quella sospensiva, richieste dal Movimento 5 stelle.

Secondo Gaia Pernarella (M5s), che ha illustrato la richiesta in Aula, le modifiche apportate nella commissione competente dagli emendamenti presentati da alcuni consiglieri del Pd, "espongono la Regione Lazio a ricorsi di varia natura, che sono costituzionali, che sono ricorsi puntuali, ma che sono anche ricorsi che riguardano l'attività erariale dell'Ente. A sostegno di quanto dico – ha spiegato Pernarella – ricordo che la giurisprudenza della Corte costituzionale ha affermato, in più occasioni, che tutti gli organi costituzionali o di rilevanza costituzionale, devono improntare le loro attività, inclusa quella legislativa, verso la migliore e più stringente tutela possibile del paesaggio".

Respinte la questione pregiudiziale e la sospensiva, l'Aula ha dunque iniziato l'iter di approvazione del Ptpr, che sarà in discussione anche nei prossimi giorni, visto il cospicuo numero di emendamenti presentati. Durante la sua relazione, l'assessore Valeriani ha spiegato che "con il Piano territoriale paesistico regionale verrà disciplinato l'uso dell'intero territorio del Lazio salvaguardando i vincoli del paesaggio e fornendo certezze normative. Il nuovo piano, infatti, sarà uno strumento fondamentale per garantire regole chiare e univoche sulla gestione del territorio regionale. In particolare, consentirà il definitivo superamento dei vecchi Piani paesistici assicurando uniformità, trasparenza e semplificazione al sistema di tutela del Lazio".

Valeriani ha anche precisato che "appena il nuovo piano sarà vigente, i Comuni avranno tre anni di tempo per adeguare i loro strumenti urbanistici. L'approvazione di un unico piano consentirà di racchiudere in un solo unico strumento l'intera disciplina del paesaggio regionale con il definitivo superamento dei vecchi Piani provinciali". L'assessore ha precisato che "il Piano non è uno strumento urbanistico, in quanto questa competenza resta in capo alle amministrazioni comunali, ma ha una forza cogente per orientare e armonizzare lo sviluppo del territorio all'interno di un dettagliato sistema di tutele".

Sulla questione sollevata da Pernarella in merito a quanto avvenuto in commissione, Valeriani ha detto che è stata apportata una modifica sostanziale "ma che non ritengo possa snaturare in nessun modo l'efficacia e l'impianto del Piano adottato e aggiornato, con tutti gli adeguamenti normativi e vincolistici. La decima commissione ha deciso di recuperare quasi 500 osservazioni il cui esito, dopo le verifiche del Ministero, ha avuto un segno opposto rispetto a quello proposto dai tecnici regionali, perché riguardano questioni prodotte da molti Comuni e da molte situazioni specifiche. Quindi, con comprensibile precauzione – ha concluso l'assessore – si è scelto un testo sempre condiviso e aggiornato di Piano adottato e pubblicato nel 2008 e non quello copianificato, proprio con l'obiettivo di evitare una massa infinita di ricorsi per difetto di pubblicazione, soprattutto in relazione agli ulteriori vincoli che sono stati inseriti, tra cui quelli più preponderanti riguardanti le aree di interesse archeologico".

Marco Cacciatore (M5s), presidente della decima commissione, ha parlato invece di "una sorta di colpo di mano, perché, chiaramente, il problema della pubblicazione lo conosciamo tutti e sappiamo che ripubblicando saremmo stati probabilmente subissati di altre osservazioni e questo avrebbe significato non avere un Ptpr per un altro decennio". Poi Cacciatore ha voluto precisare che, da consigliere e non da presidente, "credo di essere stato quello che ha presentato la maggior mole di emendamenti per fare da deterrente, perché quello che è rimasto del Ptpr in esame sia alla portata degli strumenti di tutela necessari. Io intenderò non certo negoziare, ma battagliare per ottenerlo", ha detto Cacciatore. Tra gli emendamenti annunciati, il consigliere ha fatto cenno a quelli per tutelare il centro storico di Roma, quelli per evitare discariche nei paesaggi agrari, impianti fotovoltaici nei paesaggi agrari di rilevante valore, antenne all'interno dei paesaggi pregiati e quelli tesi a impedire le premialità sulle cubature.

Stefano Parisi (Lazio 2018) ha parlato di tema molto importante in discussione: "Se pensiamo che questa Regione, come io credo, abbia una forte vocazione turistica, culturale, di attrazione di tutto il mondo verso di noi, verso il nostro territorio, dobbiamo fare in modo di darci gli strumenti di programmazione e ovviamente gli strumenti di regolazione del territorio perché fra vent'anni il Lazio sia meglio dal punto di vista paesaggistico e dal punto di vista economico. Pensiamo che oggi si possa tutelare il nostro paesaggio dando importanti strumenti di sviluppo. Anzi, pensiamo di più, pensiamo che la tutela del paesaggio non è una tutela vincolistica, non è congelare le cose come stanno, ma anzi avere gli strumenti di rigenerazione, ristrutturazione, ammodernamento che possano fare in modo di aumentare la qualità del nostro paesaggio, migliorarne la tutela, la capacità di tutela e ridurne il degrado".

Fabrizio Ghera (FdI) ha mostrato aperture verso modifiche migliorative del testo. "Siamo a favore delle proposte che verranno dagli altri gruppi che ci convinceranno – ha detto – e ragioneremo sempre verso la tutela del territorio, verso la possibilità ovviamente di non bloccare l'economia del Lazio, che è fondamentale da questo punto di vista, portando avanti quelle che sono le nostre proposte da sempre, ivi compresa la sostituzione edilizia".

Giuseppe Simeone (FI) ha elogiato la scelta della Giunta di "rompere la copianificazione con il Ministero delle attività culturali, in qualche modo allontanandosi da quelle che erano le linee su cui si era convenuto nel 2013. Mi aspetto – ha aggiunto – un confronto leale, vero, sincero, sugli emendamenti che abbiamo presentato, perché provengono dai territori, dalle amministrazioni comunali, che ne sanno sicuramente molto più di noi. Noi abbiamo il dovere di ascoltarli, abbiamo il dovere di trovare una soluzione insieme a loro".

I lavori odierni del Consiglio sono stati caratterizzati da due momenti di cordoglio. Il primo ha riguardato il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, assassinato nei giorni scorsi a Roma. Alle ore 12, in concomitanza con i funerali del militare celebrati a Somma Vesuviana, l'Aula e gli Uffici hanno osservato un minuto di silenzio e tutte le bandiere della sede in via della Pisana sono state poste a mezz'asta per l'intera giornata.

Il secondo momento di cordoglio è stato invece dedicato alla memoria di Noemi Magni, la ragazza che ha perso la vita a Focene, nella notte di domenica 28, a causa del maltempo. L'Aula ha anche approvato all'unanimità una mozione illustrata da Michela Califano (Pd) e sottoscritta da quasi tutti i consiglieri, con la quale è stato richiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale e la messa a disposizione di un fondo a sostegno del Comune di Fiumicino fortemente colpito dal grave maltempo nella notte di domenica 28 luglio.

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