Domenica, 22 Settembre 2019
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Lazio, approvato il Piano rifiuti 2019-2025

Da un'economia lineare a un'economia circolare

redazione sabato 3 agosto 2019
raccolta differenziata
LAZIO - Approvato dalla Giunta il Piano Rifiuti del Lazio 2019-2025. Ora scatteranno i 60 giorni per le osservazioni e altri 30 giorni per le controdeduzioni, per poi approdare all'esame definitivo della Commissione e del Consiglio regionale.

Ecco cosa prevede il Piano, questi gli obiettivi principali con cui viene definito il sistema dei rifiuti del Lazio nei prossimi 6 anni:

 - sviluppo dell'economia circolare;

- riequilibrio territoriale del fabbisogno impiantistico in ogni Ato provinciale;

- introduzione del sub-ambito di Roma Capitale;

- innovativo presidio industriale di Colleferro e raccolta differenziata al 70% nel Lazio entro il 2025;

- legalità e investimenti regionali per sostenere Comuni e aziende pubbliche nella realizzazione di impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.

Sono previsti cinque ambiti territoriali ottimali, uno per ogni provincia. Per contribuire a colmare il gap impiantistico la Regione nel 2019 stanzierà circa 6 milioni di euro, che verranno messi a disposizione di Comuni e aziende pubbliche del settore, attraverso un bando pubblico, per la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Politiche attive e nuovi investimenti permetteranno di favorire la riduzione della produzione di rifiuti e lo sviluppo dell'economia circolare: accordi con la Grande Distribuzione Organizzata per la riduzione degli imballaggi, contrasto del consumo della plastica monouso, introduzione della tariffa puntuale, secondo il principio "che meno si inquina e meno si paga", contributi per la creazione di isole ecologiche e centri di compostaggio nei Comuni del Lazio (che negli ultimi anni hanno già ricevuto oltre 87 milioni di euro dalla Regione).

Sarà incentivata la promozione dei centri per il riuso alla realizzazione dell'innovativo compound industriale di Colleferro, dove verranno trattati i rifiuti indifferenziati con processi di lavorazione a freddo, permettendo il recupero di materie prime secondarie, senza alcun impatto ambientale, che potranno essere rimesse sul mercato.

L'approvazione in Giunta del Piano rifiuti del Lazio rappresenta un fondamentale passo in avanti su una grande sfida di civiltà e sviluppo che stiamo conducendo assieme ad altre istituzioni, a partire dal Ministero per l'Ambiente e alla rete dei Comuni del Lazio, ma che coinvolge anche il tessuto produttivo, le associazioni, e naturalmente i cittadini.

Una grande alleanza tra Stato, istituzioni locali, imprese e cittadini per affermare un modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità, sul rispetto dell'ambiente, sull'uso consapevole delle risorse.

"Non ci saranno più discariche come quella di Malagrotta perché il piano lo esclude e non ci saranno più luoghi dove verranno interrati i rifiuti. Si tratta, casomai, di individuare dei siti per conferire materiali trattati e non sono quelli che abbiamo conosciuto ai tempi di Malagrotta – così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: la novità del piano è che possiamo dire con certezza che in questa regione non ci saranno mai più discarica di rifiuti tal quale. Quello di cui c'è bisogno sono siti di conferimento di materiali trattati e quindi inerti. Materiali trattati in impianti come quello di Colleferro".

"O gli impianti necessari vengono realizzati dai soggetti pubblici oppure nelle aree compatibili individuate dalle Province, le cosiddette aree bianche, essi potranno essere realizzati dai privati – così Massimiliano Valeriani, assessore al ciclo dei rifiuti, che ha aggiunto: per garantire però un concreto e doveroso equilibrio impiantistico è necessario definire un sub-ambito di Roma Capitale, nel quale prevedere l'autosufficienza impiantistica per il trattamento e lo smaltimento".

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Lazio, il Consiglio approva il PTPR

Voto arrivato alle sei del mattino

redazione venerdì 2 agosto 2019
piano paesistico regionale
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato a maggioranza il Piano territoriale paesistico regionale (Proposta di deliberazione consiliare n. 26 del 4 gennaio 2019), al termine di una sessione d'Aula durata tre giorni. Il voto è arrivato alle 6 di questa mattina, dopo una maratona notturna iniziata poco prima dell'una, quando l'assessore regionale Massimiliano Valeriani ha presentato quattro subemendamenti, che hanno interamente sostituito alcune parti del corposo provvedimento (tra cui le norme tecniche e le osservazioni), facendo decadere circa 2000 emendamenti.

Le modalità e i tempi dei lavori d'Aula hanno suscitato le proteste dei gruppi consiliari del Movimento 5 stelle e di Fratelli d'Italia, che hanno criticato, in particolare, l'esiguo tempo concesso per esaminare gli ultimi quattro subemendamenti, presentati alla ripresa dei lavori, dopo una lunga interruzione durata dalle ore 14 di ieri fino all'una del mattino di oggi.

Il Piano territoriale paesistico regionale (Ptpr), redatto secondo i contenuti della Legge regionale 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico), è un piano paesaggistico che sottopone a specifica normativa d'uso l'intero territorio della Regione Lazio con la finalità di salvaguardare i valori del paesaggio, come previsto nel Codice dei beni culturali e del paesaggio.

Il Ptpr approvato oggi sostituisce i Piani territoriali paesistici (Ptp) attualmente vigenti, costituendo un unico piano paesaggistico per l'intero ambito regionale, con l'unica eccezione della parte di territorio relativa al "Piano Valle della Caffarella, Appia antica e Acquedotti". Le norme del piano sono sovraordinate alla pianificazione urbanistica delle Province e dei Comuni e offrono un riferimento cartografico univoco e completamente informatizzato per l'individuazione e la perimetrazione dei beni paesaggistici. Le sue previsioni sono anche direttamente efficaci e conformative dei diritti di terzi, prevalendo sugli strumenti urbanistici vigenti.

Tra i numerosi documenti allegati al Piano, le norme tecniche possono essere considerate la parte centrale del provvedimento, perché hanno natura prescrittiva e contengono le disposizioni generali, la disciplina di tutela e di uso dei singoli ambiti di paesaggio con l'individuazione degli usi compatibili e delle azioni ammesse. Contengono, inoltre, anche le modalità di tutela delle aree protette per legge, le modalità di tutela degli immobili e le aree del patrimonio identitario regionale, gli indirizzi volti a realizzare lo sviluppo sostenibile delle aree interessate.

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Lazio, il Consiglio ha iniziato l'esame del PTPR

Minuto silenzio per Cerciello Rega e Noemi Magni

redazione martedì 30 luglio 2019
aula pisana tre
LAZIO - Il Consiglio regionale del Lazio ha avviato oggi l'esame del Ptpr, il Piano territoriale paesistico regionale (Proposta di deliberazione consiliare n. 26 del 4 gennaio 2019). Dopo la relazione dell'assessore regionale Massimiliano Valeriani, titolare della delega all'Urbanistica, è iniziata la discussione generale, che proseguirà domani a partire dalle ore 10,30. Prima della relazione dell'assessore, l'Aula ha respinto a maggioranza la questione pregiudiziale e quella sospensiva, richieste dal Movimento 5 stelle.

Secondo Gaia Pernarella (M5s), che ha illustrato la richiesta in Aula, le modifiche apportate nella commissione competente dagli emendamenti presentati da alcuni consiglieri del Pd, "espongono la Regione Lazio a ricorsi di varia natura, che sono costituzionali, che sono ricorsi puntuali, ma che sono anche ricorsi che riguardano l'attività erariale dell'Ente. A sostegno di quanto dico – ha spiegato Pernarella – ricordo che la giurisprudenza della Corte costituzionale ha affermato, in più occasioni, che tutti gli organi costituzionali o di rilevanza costituzionale, devono improntare le loro attività, inclusa quella legislativa, verso la migliore e più stringente tutela possibile del paesaggio".

Respinte la questione pregiudiziale e la sospensiva, l'Aula ha dunque iniziato l'iter di approvazione del Ptpr, che sarà in discussione anche nei prossimi giorni, visto il cospicuo numero di emendamenti presentati. Durante la sua relazione, l'assessore Valeriani ha spiegato che "con il Piano territoriale paesistico regionale verrà disciplinato l'uso dell'intero territorio del Lazio salvaguardando i vincoli del paesaggio e fornendo certezze normative. Il nuovo piano, infatti, sarà uno strumento fondamentale per garantire regole chiare e univoche sulla gestione del territorio regionale. In particolare, consentirà il definitivo superamento dei vecchi Piani paesistici assicurando uniformità, trasparenza e semplificazione al sistema di tutela del Lazio".

Valeriani ha anche precisato che "appena il nuovo piano sarà vigente, i Comuni avranno tre anni di tempo per adeguare i loro strumenti urbanistici. L'approvazione di un unico piano consentirà di racchiudere in un solo unico strumento l'intera disciplina del paesaggio regionale con il definitivo superamento dei vecchi Piani provinciali". L'assessore ha precisato che "il Piano non è uno strumento urbanistico, in quanto questa competenza resta in capo alle amministrazioni comunali, ma ha una forza cogente per orientare e armonizzare lo sviluppo del territorio all'interno di un dettagliato sistema di tutele".

Sulla questione sollevata da Pernarella in merito a quanto avvenuto in commissione, Valeriani ha detto che è stata apportata una modifica sostanziale "ma che non ritengo possa snaturare in nessun modo l'efficacia e l'impianto del Piano adottato e aggiornato, con tutti gli adeguamenti normativi e vincolistici. La decima commissione ha deciso di recuperare quasi 500 osservazioni il cui esito, dopo le verifiche del Ministero, ha avuto un segno opposto rispetto a quello proposto dai tecnici regionali, perché riguardano questioni prodotte da molti Comuni e da molte situazioni specifiche. Quindi, con comprensibile precauzione – ha concluso l'assessore – si è scelto un testo sempre condiviso e aggiornato di Piano adottato e pubblicato nel 2008 e non quello copianificato, proprio con l'obiettivo di evitare una massa infinita di ricorsi per difetto di pubblicazione, soprattutto in relazione agli ulteriori vincoli che sono stati inseriti, tra cui quelli più preponderanti riguardanti le aree di interesse archeologico".

Marco Cacciatore (M5s), presidente della decima commissione, ha parlato invece di "una sorta di colpo di mano, perché, chiaramente, il problema della pubblicazione lo conosciamo tutti e sappiamo che ripubblicando saremmo stati probabilmente subissati di altre osservazioni e questo avrebbe significato non avere un Ptpr per un altro decennio". Poi Cacciatore ha voluto precisare che, da consigliere e non da presidente, "credo di essere stato quello che ha presentato la maggior mole di emendamenti per fare da deterrente, perché quello che è rimasto del Ptpr in esame sia alla portata degli strumenti di tutela necessari. Io intenderò non certo negoziare, ma battagliare per ottenerlo", ha detto Cacciatore. Tra gli emendamenti annunciati, il consigliere ha fatto cenno a quelli per tutelare il centro storico di Roma, quelli per evitare discariche nei paesaggi agrari, impianti fotovoltaici nei paesaggi agrari di rilevante valore, antenne all'interno dei paesaggi pregiati e quelli tesi a impedire le premialità sulle cubature.

Stefano Parisi (Lazio 2018) ha parlato di tema molto importante in discussione: "Se pensiamo che questa Regione, come io credo, abbia una forte vocazione turistica, culturale, di attrazione di tutto il mondo verso di noi, verso il nostro territorio, dobbiamo fare in modo di darci gli strumenti di programmazione e ovviamente gli strumenti di regolazione del territorio perché fra vent'anni il Lazio sia meglio dal punto di vista paesaggistico e dal punto di vista economico. Pensiamo che oggi si possa tutelare il nostro paesaggio dando importanti strumenti di sviluppo. Anzi, pensiamo di più, pensiamo che la tutela del paesaggio non è una tutela vincolistica, non è congelare le cose come stanno, ma anzi avere gli strumenti di rigenerazione, ristrutturazione, ammodernamento che possano fare in modo di aumentare la qualità del nostro paesaggio, migliorarne la tutela, la capacità di tutela e ridurne il degrado".

Fabrizio Ghera (FdI) ha mostrato aperture verso modifiche migliorative del testo. "Siamo a favore delle proposte che verranno dagli altri gruppi che ci convinceranno – ha detto – e ragioneremo sempre verso la tutela del territorio, verso la possibilità ovviamente di non bloccare l'economia del Lazio, che è fondamentale da questo punto di vista, portando avanti quelle che sono le nostre proposte da sempre, ivi compresa la sostituzione edilizia".

Giuseppe Simeone (FI) ha elogiato la scelta della Giunta di "rompere la copianificazione con il Ministero delle attività culturali, in qualche modo allontanandosi da quelle che erano le linee su cui si era convenuto nel 2013. Mi aspetto – ha aggiunto – un confronto leale, vero, sincero, sugli emendamenti che abbiamo presentato, perché provengono dai territori, dalle amministrazioni comunali, che ne sanno sicuramente molto più di noi. Noi abbiamo il dovere di ascoltarli, abbiamo il dovere di trovare una soluzione insieme a loro".

I lavori odierni del Consiglio sono stati caratterizzati da due momenti di cordoglio. Il primo ha riguardato il vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, assassinato nei giorni scorsi a Roma. Alle ore 12, in concomitanza con i funerali del militare celebrati a Somma Vesuviana, l'Aula e gli Uffici hanno osservato un minuto di silenzio e tutte le bandiere della sede in via della Pisana sono state poste a mezz'asta per l'intera giornata.

Il secondo momento di cordoglio è stato invece dedicato alla memoria di Noemi Magni, la ragazza che ha perso la vita a Focene, nella notte di domenica 28, a causa del maltempo. L'Aula ha anche approvato all'unanimità una mozione illustrata da Michela Califano (Pd) e sottoscritta da quasi tutti i consiglieri, con la quale è stato richiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale e la messa a disposizione di un fondo a sostegno del Comune di Fiumicino fortemente colpito dal grave maltempo nella notte di domenica 28 luglio.

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Lazio,Microcredito:al via “Fondo Futuro” 2019

Da settembre 13.5 mln per le imprese

redazione giovedì 25 luglio 2019
finanziamenti pmi
LAZIO - Presentata ieri la nuova edizione del bando per il microcredito nel Lazio. Partito nel 2016, Fondo Futuro è il programma attraverso cui la Regione Lazio offre micro-finanziamenti agevolati, tramite risorse POR FSE, da restituire a un tasso di interesse agevolato, con lo scopo di incentivare la nascita di progetti di autoimpiego, l'avvio di nuove imprese e la realizzazione di idee di sviluppo imprenditoriale.

È rivolto in particolare a chi ha maggiori difficoltà di accesso al credito ordinario, per offrire un'opportunità in più di lancio o consolidamento di un'idea imprenditoriale. La scorsa edizione del Fondo ha finanziato 287 persone (le cui storie d'impresa sono raccontate in un catalogo scaricabile dal sito di Lazio Innova) che la Regione ha voluto omaggiare, a riconoscimento dell'importanza strategica del loro lavoro sul territorio.

Grazie al Fondo regionale, infatti, i vincitori del bando hanno potuto trasformare le idee e i progetti di avvio o di crescita in concrete realtà imprenditoriali diffuse su tutto il Lazio: alberghi, bed&breakfast, negozi, botteghe artigiane, bar, ristoranti, impianti sportivi, laboratori, atelier, servizi alla persona, studi medici, residenze sanitarie, imprese edili, manifatturiere, di installazione e montaggio, logistica, trasporti e tantissime altre attività al servizio del territorio.

La prossima finestra si aprirà il 3 settembre e mette a disposizione 13,5 milioni di euro da risorse del POR FSE 2014-2020. È prevista inoltre una Riserva Sisma di 3 milioni di euro per le imprese che operano o intendono aprire una sede operativa in uno dei 15 comuni dell'area del cratere sismico.

Come funziona il Fondo? Prevede che le microimprese esistenti (ditte individuali, società di persone, SRL e SRLS) o ancora da costituire e i titolari di partita IVA che necessitano di un prestito per la propria attività, possano richiedere un finanziamento compreso tra 5 mila e 25 mila euro, da restituire a un tasso d'interesse dell'1%, con una durata variabile massima di 84 mesi. Chi è interessato a ottenere il finanziamento può rivolgersi a uno dei Soggetti Erogatori indicati sul sito www.lazioinnova.it, che fisserà la data di appuntamento con il richiedente, specificando la documentazione da consegnare.

Negli ultimi tre anni Fondo Futuro ha finanziato 2.057 tra imprese, startup, ditte individuali, società cooperative, titolari di partita iva e liberi professionisti in tutto il Lazio, per progetti che spaziano in ogni settore produttivo. Tantissime piccole grandi realtà che rappresentano la rete su cui poggia la micro economia della nostra regione, anch'esse importanti per lo sviluppo economico e sociale delle nostre realtà territoriali.

"Quello di Fondo Futuro è un modello vincente da estendere anche a livello nazionale. Questo programma di microcredito ci rende particolarmente orgogliosi, anche perché espressione del modo corretto in cui le istituzioni devono porsi nei confronti dei cittadini e del modo in cui utilizzare rapidamente e con profitto le risorse europee"- è il commento del presidente, Nicola Zingaretti.

"Non è solo un intervento economico ma un'operazione sociale e che contribuisce a fare del Lazio una regione dove sono garantiti diritti, pari opportunità e inclusione. La nuova finestra, migliorata in alcuni passaggi burocratici grazie ai riscontri dei beneficiari delle passate edizioni, offre una reale opportunità di lavoro e sostiene le persone nella realizzazione dei loro progetti. In futuro continueremo su questa strada con rinnovate proposte e nuove risorse"- così Claudio Di Berardino, assessore al Lavoro e nuovi diritti, Formazione, Scuola e diritto allo studio universitario, Politiche per la ricostruzione.

"Fondo Futuro è uno dei progetti più belli realizzati dalla giunta guidata da Nicola Zingaretti, che rende reale l'articolo 3 della nostra Costituzione: se hai una buona idea per creare una nuova impresa o un'attività ma non hai i mezzi per realizzarla, ti aiuta lo Stato. Finora abbiamo sostenuto oltre 2.000 imprese, con micro-prestiti senza garanzie alle persone con difficoltà di accesso ai tradizionali canali di finanziamento bancario" - così il presidente di Lazio Innova, Paolo Orneli.

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Lazio, Sanità verso uscita commissariamento

Il 30 luglio il tavolo tecnico di verifica

redazione martedì 23 luglio 2019
Sanità-ospedale-lavoro
LAZIO - Bilancio consuntivo 2018 del Ssr chiuso con avanzo di 24,475 mln di euro; punteggio di 180 (il minimo è di 160) conseguito dall'erogazione del Livelli essenziali di assistenza nel 2017; adempimento del 79 per cento delle attività previste nel Programma operativo 2016-2018 e copertura del Fondo rischi per il triennio 2019-2021.

Sono queste le tre carte che l'assessore regionale con delega alla Sanità e all'integrazione Socio-Sanitaria, Alessio D'Amato, metterà sul tavolo tecnico di verifica del Piano di rientro, convocato per martedì 30 luglio presso il Ministero, per fare uscire il Lazio dal commissariamento.

E' questo il dato centrale emerso in commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria, welfare, del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Giuseppe Simeone (FI), dopo l'audizione di D'Amato e del direttore regionale Renato Botti.

L'incontro di ieri apre un periodo di verifiche sulla situazione del piano di rientro che, verosimilmente, si dovrebbe chiudere il 31 luglio, data di convocazione della seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata al tema. In mezzo, oggi è prevista la parifica del bilancio regionale da parte della Corte dei Conti e il 30 luglio, come detto, il tavolo nazionale presso il ministero dove è quasi certo, come ha dichiarato D'Amato, "che ci sarà una valutazione positiva e anche l'approvazione della proposta di piano operativo che ci porterà all'uscita del regime commissariale".

A tal proposito, l'assessore ha sottolineato che per la prima volta, dopo 11 anni, il bilancio consuntivo del Ssr presenta un avanzo, pari a 24,475 milioni di euro, al 31 dicembre 2018.

Per D'Amato e Botti, questo dato, insieme al punteggio della griglia Lea (dal 2014 superiore al minimo richiesto di 160 punti) e al rispetto del piano operativo, condurranno la Regione fuori dal commissariamento. "Anche se – ha precisato lo stesso D'Amato – ci sono ancora tante cose su cui lavorare e le verifiche andranno avanti ancora per un paio di anni".

Secondo D'Amato e Botti, rispetto al totale delle attività previste dal Programma operativo 2016-2018, restano da riprogrammare le seguenti azioni: potenziamento dell'assistenza territoriale; sistemazione contabile del Fondo di dotazione; analisi del Fondo rischi aziendale e della Gsa; tempi di pagamento; flussi informativi.

In particolare, il passivo del Fondo di dotazione è stato ridotto da 1.005,4 a 852,9 milioni di euro, ma nel triennio 2019-2021 la Regione Lazio ha programmato la prosecuzione dei lavori con le Aziende del Ssr, prevedendo la completa ricostruzione e ricapitalizzazione del Fondo di dotazione. "Operazione ampiamente coperta dal Fondo rischi", ha precisato Botti in risposta al consigliere Davide Barillari (M5s) che ha chiesto maggiori dettagli per escludere che ulteriori rischi di ritornare alla gestione commissariale, "visto il passivo di quasi tutte le Asl".

Lo stesso Barillari ha chiesto a D'Amato come mai il bilancio sia stato sempre negativo nonostante il riconoscimento da parte del Ministero dell'aumento della popolazione nel Lazio che ha portato, dal 2014, un incremento nel Fondo sanitario di circa un miliardo di euro. D'Amato ha risposto che gran parte di quelle entrate sono servite a coprire la spesa sanitaria che nel frattempo ha avuto un incremento di circa il 3 per cento annuo per garantire servizi e prestazioni ai cittadini del Lazio e il resto è servito per raggiungere il risultato odierno di attivo nel bilancio, condizione fondamentale per il piano di rientro.

Nel corso del dibattito, Antonello Aurigemma (FI) e Massimiliano Maselli (NcI) hanno auspicato un approccio "meno ragionieristico e più orientato alla qualità dei servizi e delle prestazioni", riportando i dati di Cittadinanzattiva che pongono il Lazio all'ultimo posto nei tempi delle liste d'attesa e – come ha detto Aurigemma – costringendo molti residenti nel Lazio ad andare in altre regioni per alcune prestazioni, "i cui risultati negativi sui bilanci – ha aggiunto il capogruppo di Forza Italia – si vedranno tra due anni".

In chiusura di seduta, Alessio D'Amato ha illustrato 5 decreti del presidente della Regione per la nomina di altrettanti direttori, la cui discussione il presidente Simeone ha rimandato alla seduta che sarà convocata per giovedì 25 alle ore 12. Le nomine in esame prevedono due conferme e tre nuove indicazioni: Maria Paola Corradi verrebbe riconfermata all'Ares 118 e Giuseppe Quintavalle all'Asl Roma 4 (Civitavecchia); Adriano Marcolongo all'Azienda ospedaliera Sant'Andrea, Stefano Lorusso all'Asl di Frosinone e Massimo Annicchiarico all'Azienda ospedaliera San Giovanni, sono le nuove proposte di Zingaretti.

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