Sabato, 21 Settembre 2019
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Rider: da Cdm via libera a legge regione Lazio

Zingaretti: i lavoratori oggi hanno uno strumento

redazione venerdì 14 giugno 2019
RiderLAZIO - Il Consiglio dei Ministri ha stabilito di non impugnare la legge della Regione Lazio sulla Gig economy.

Lo comunica la Regione Lazio.

"Siamo stati i primi in Italia a realizzare una legge per i lavoratori digitali una sfida che abbiamo lanciato nel dibattito politico nazionale e nella quale abbiamo creduto sin dall'inizio, scegliendo con coraggio e grande determinazione, di intervenire per aiutare e dare dignità ai tanti lavoratori della Gig economy, come i rider - così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: questi lavoratori oggi hanno uno strumento, una legge regionale che li tutela e che dimostra che si può e si deve fare innovazione ma rispettando la sfera dei diritti dei lavoratori. Ora l'auspicio è che le Istituzioni lavorino per mettere in campo una nuova legislazione nazionale a tutela dei diritti dei lavoratori della Gig economy".

"È la testimonianza della validità del nostro testo. Partiranno ora una serie di procedimenti attuativi per rendere concreti i diritti dedicati a chi lavora tramite piattaforma digitale, a cominciare dai rider – così Claudio Di Berardino, l'assessore al Lavoro e Nuovi diritti, che ha aggiunto: questa categoria di lavoratori è rimasta priva di tutele fondamentali come l'infortunio sul lavoro, la malattia, la maternità, la formazione sulla sicurezza, una retribuzione frutto della contrattazione tra le parti sociali. Il Lazio si conferma apripista nel colmare una situazione di vuoto normativo per categorie di lavoratori sempre più numerosi e sempre più esposti a incidenti e forme di sfruttamento".

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Lazio: approvata pdl condivisione beni comuni

Via a forme collaborazione con "cittadini attivi"

redazione giovedì 13 giugno 2019
aula pisana cinque
LAZIO - Approvata a maggioranza (26 favorevoli e 6 astenuti) dall'Aula del Consiglio regionale la proposta di legge n. 128 dell'8 marzo 2019, "Promozione dell'amministrazione condivisa dei beni comuni". I beni comuni, come recita l'articolo 2, comma 1, punto c) di questa legge, riscritto oggi da un emendamento di Marta Leonori, prima firmataria della proposta, sono "i beni, materiali e immateriali, funzionali al benessere individuale e collettivo e agli interessi delle generazioni future e per i quali le amministrazioni e i cittadini si attivano, ai sensi dell'articolo 118 comma 4 della Costituzione per garantirne la fruizione collettiva e condividere la responsabilità della cura, rigenerazione e gestione in forma condivisa degli stessi".

Il testo si compone di tredici articoli. Il primo definisce l'oggetto e le finalità della legge, mentre il terzo l'ambito di applicazione. Il quarto articolo prevede la formazione dei dipendenti pubblici e il quinto dispone l'informatizzazione dei dati nell'amministrazione dei beni condivisi. Il sesto articolo riguarda il regolamento sull'amministrazione condivisa, che la Giunta regionale dovrà adottare entro 120 giorni dall'approvazione della legge, e le linee guida per l'adozione dei regolamenti degli enti locali. Questo articolo inoltre disciplina il patto di collaborazione tra amministrazioni e cittadini attivi.

L'articolo 7 prevede l'elenco regionale telematico dei regolamenti degli enti locali dell'amministrazione condivisa, istituito presso l'assessorato regionale competente in materia di beni locali. L'attribuzione di vantaggi economici e altre forme di sostegno nell'ambito del patto di collaborazione sono contenuti dell'articolo 8, mentre il 9 tratta dei contributi regionali, concessi annualmente ai cittadini attivi e agli enti locali per ambiti e tipologie di iniziative individuate con delibera di Giunta. Introdotto, con un emendamento del Movimento 5 stelle subemendato dall'assessore, un articolo 9 bis che inserisce in questa normativa la cosiddetta clausola valutativa, secondo la quale il Consiglio regionale esercita il monitoraggio sulla presente legge e ne valuta gli effetti.

"Abrogazioni e disposizioni transitorie" è il nuovo titolo dell'articolo 10, come modificato da un emendamento del M5s, mentre l'articolo 11 è la norma finanziaria, che prevede un fondo di parte corrente e uno in conto capitale di 30 mila e 70 mila euro per il 2019, mentre per gli anni seguenti gli importi sono di centomila euro l'anno per ogni fondo, sia per il 2020 che per il 2021.

La normativa rappresenta, ha detto nella sua relazione Leonori, il primo caso in Italia di legge di questo tipo, poiché finora solo alcune amministrazioni locali, per prima Bologna, si erano concentrate su questo tema. Manutenzione delle aree verdi, gestione di spazi e di beni immateriali sono le materie su cui si vogliono coinvolgere i "cittadini attivi" nella collaborazione con le amministrazioni. Strumento principale è il "patto di collaborazione", sulla base dell'articolo 118 della Costituzione, con il principio da esso sancito di sussidiarietà orizzontale; ma anche la formazione del personale degli enti locali è importante. Nel Lazio invece, ha detto ancora Leonori, esiste già un esempio di regolamento condiviso da tre comuni, quelli del lago di Bracciano. Leonori ha poi sottolineato il prezioso contributo del lavoro svolto in prima commissione, ringraziando il presidente Rodolfo Lena, l'ufficio legislativo e l'assessore Alessandra Troncarelli. "Finanziamenti salvati, anzi potenziati" per la manutenzione del verde, ha ricordato infine Leonori.

Nel corso del dibattito sono intervenute anche le due consigliere cui si deve la maggior parte degli emendamenti approvati, Valentina Corrado del M5s e Marta Bonafoni (Lista Zingaretti). La prima ha parlato di salvaguardia del territorio come vero bene comune, ma anche di "criticità definitorie", che possono ripercuotersi sul buon funzionamento della normativa. Un passo da fare a suo avviso sarebbe l'inserimento della tutela dei beni comuni nello statuto regionale e importante sarebbe anche includere tra i beni comuni quelli confiscati alle mafie. Per Corrado, infine, fondamentale importanza ha la clausola valutativa aggiunta al testo. "Inaugurazione di un filone di pensiero" è invece per Bonafoni questa legge che, "nel solco del lascito di Stefano Rodotà", crea quasi "una terza via tra pubblico e privato". "Rigenerazione urbana" nelle grandi città è quella che promuove questa legge in cui "valore sociale e istituzionale vanno di pari passo", ha concluso Bonafoni.

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Lazio, Fitch migliora rating da F3 a F2

Confermato quello di lungo periodo a BBB-

redazione martedì 11 giugno 2019
fitch
LAZIO - L'agenzia Fitch Ratings ha aggiornato il giudizio di rating sull'Ente Regione Lazio. Migliora il rating di breve periodo, passando da F3 a F2 e si conferma quello di lungo periodo a BBB-.

Lo rende noto un comunicato della Regione Lazio.

Tra le motivazioni che hanno portato ad un upgrade del rating di breve termine - in controtendenza rispetto ad altri Enti locali - c'è il significativo miglioramento della liquidità regionale, che si traduce in una maggiore stabilità finanziaria.

"È un grande risultato sia perché in controtendenza rispetto al rating della Repubblica italiana e di altri Enti locali, sia perché è uno dei pochi casi di upgrade intervenuti negli ultimi anni – ha dichiarato il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: grazie alla profonda attività di riqualificazione del bilancio portata avanti dal 2013, oggi la situazione finanziaria dell'ente è solida e affidabile. L'upgrade del rating di breve periodo ricolloca il Lazio nella fascia di enti con solvibilità medio-alta. È un'ottima notizia non solo per i fornitori della Regione, ma per tutti i cittadini".

"Nel giudizio dell'agenzia Fitch si riconosce la capacità della Regione Lazio di aver creato le condizioni per aumentare la spesa per gli investimenti attraverso il surplus di bilancio, grazie al controllo della spesa e alla stabilizzazione del debito, favorito dalla ristrutturazione. Lo sforzo portato avanti in questi anni per mettere a posto i conti è stato premiato, creando le condizioni per coniugare equità e sviluppo"- così Alessandra Sartore, assessore al Bilancio.

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Riforma terzo settore, via a gruppo lavoro

Per elaborazione della relativa proposta di legge

redazione domenica 9 giugno 2019
terzo settore
LAZIO - Istituito il gruppo di lavoro per l'elaborazione della proposta di legge relativa alla riforma del terzo settore. Faranno parte del tavolo due rappresentanti del Forum del Terzo settore, uno del Csv Lazio, Centro di servizio per il volontariato, uno per ognuna delle tre centrali cooperative maggiormente rappresentative (Legacoop, Agci, Confcooperative), uno della Conferenza regionale del volontariato e uno per ognuno dei sindacati maggiormente rappresentativi.

Lo comunica la Regione Lazio.

"La Regione Lazio crede fermamente che il lavoro di rete, da costruire insieme a tutti gli operatori presenti sul territorio, volontari e istituzionali, sia indispensabile per mettere in atto azioni ancora più valide e incisive per la collettività - ha detto Alessandra Troncarelli, assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali, che ha aggiunto: considerando che la riforma apre un'importante fase di transizione, abbiamo voluto coinvolgere i principali attori del settore nella formulazione della proposta di legge regionale. Attraverso la condivisione degli obiettivi e delle strategie - conclude l'assessore - sarà possibile governare il processo per rispondere alle richieste dei cittadini laziali con strumenti celeri ed efficienti".

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Lazio, ok a bando per contratti di fiume

deliberato lo stanziamento di 300mila euro

redazione mercoledì 5 giugno 2019
contratti fiume
LAZIO - La Giunta regionale ha deliberato ieri lo stanziamento di 300mila euro per un bando pubblico finalizzato alla promozione e incentivazione per arrivare alla firma dei Contratti di Fiume, Lago, Foce e Costa.

Il Contratto di Fiume è strumento di programmazione strategica utile alla tutela e gestione delle risorse idriche e alla valorizzazione dei territori fluviali.

Vengono istituiti il Forum Regionale e il Tavolo Tecnico necessari a svolgere il coordinamento regionale per i diversi contratti e verificare la loro coerenza con le diverse pianificazioni, per individuare successive forme di finanziamento regionali ed europee, per promuovere i Contratti di Fiume e per predisporre ed aggiornare l'Atlante degli obiettivi.

La delibera prevede anche la "campagna #CdFLazioPlasticFree", che sarà identificata con un apposito logo, al fine di eliminare i prodotti plastici utilizzati negli incontri, negli eventi e nell'intero processo dei Contratti di Fiume, Lago, Costa e Foce e di promuovere strategie di informazione e sensibilizzazione sul tema anche con l'inserimento nei programmi d'azione di misure, progetti ed azioni specifici. La Regione Lazio in questo modo concretamente lavora per costruire uno sviluppo sostenibile.

"Dopo il lavoro fatto negli anni scorsi per la definizione e la diffusione di questo strumento, completiamo un percorso che vuole rendere concreto un modello di governo del territorio che parte da ambiente e difesa dei beni comuni e arriva a promuoverne la valorizzazione con un percorso condiviso e partecipato – così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: in attuazione della legge regionale vengono stanziati 300 mila euro, che saranno assegnati con bando pubblico".

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