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Lazio, concluso Consiglio straordinario rifiuti

Gli interventi in aula e la replica di Valeriani

redazione giovedì 28 novembre 2019
aula pisana quattro
LAZIO - Ripreso ieri il Consiglio straordinario sull'emergenza rifiuti alla Pisana: in molti degli interventi, con i quali è proseguito il dibattito iniziato la scorsa settimana, largo spazio è stato dato dai consiglieri all'arrivo a sorpresa, subito prima dell'inizio della seduta, del sindaco di Roma, Virginia Raggi, davanti alla sede del Consiglio, in compagnia dei presidenti dei Municipi di Roma capitale a guida M5s.

Prima ad intervenire, Chiara Colosimo (FdI), secondo la quale "tutti noi abbiamo sotto gli occhi la situazione di Roma. Quello che non si sa, ma che emerge chiaramente è che qualcuno vuol far fallire Ama. La partecipata ha meno di 4mila operatori su strada che dovrebbero pulire altre 3mila chilometri di strada. Chi oggi governa la città ha evocato la pulizia morale, ma a questa non segue quella fisica. Il danno prodotto alla Capitale d'Italia dai cumuli di rifiuti è incalcolabile. Cosa proponiamo? Togliere dalla strada i cassonetti, moltiplicare i cestini, generalizzare il porta a porta. In maniera da togliere ogni alibi. Chiediamo l'istituzione di centri di raccolta fissi e mobili periodici, introdurre il vuoto a rendere, laboratori per il riuso, riduzione degli imballaggi, attività di educazione ambientale ovunque, potenziare gli impianti esistenti, a partire dal raddoppio dell'impianto di compostaggio di Maccarese. Introduciamo davvero la tariffa puntuale, da subito. Si può fare in tempi rapidi. Fermiamoci tutti, smettiamola con il gioco del rimpallo", ha concluso la consigliera.

Per Sergio Pirozzi (Pirozzi Presidente), "è giusto che si faccia un po' di chiarezza. La prima responsabilità è quella di non decidere. Chi non decide sbaglia a prescindere. Nel programma elettorale di Zingaretti del 2013 si parlava della necessità di rivedere il piano rifiuti Polverini, definito confuso e inadeguato. Siamo al 2019 e il nuovo piano non è stato ancora fatto. Venendo alla situazione attuale ho una domanda: l'indicazione dei siti per gli impianti da parte di Roma Capitale c'è o no? La verità è che ci si è limitati a chiudere Malagrotta, senza fare niente altro. Le colpe sono della politica che non ha deciso. I programmi elettorali vanno rispettati. E' chiaro che la Tari a Roma è la più alta d'Italia: portiamo i rifiuti fuori, costa di più. Chi ha deciso che la maggior parte dei dipendenti dell'Ama stia in ufficio: la responsabilità è sempre della politica e bisogna dirlo. Incominciamo a ragionare in un'ottica diversa. E' giusto che chi produce i rifiuti li smaltisca anche. E' giusto dire che va introdotta la tariffa puntuale. Ma serve una vera e propria rivoluzione. Il Consiglio deve approvare il nuovo piano rifiuti, la politica deve decidere".

A seguire, è intervenuto Marco Cacciatore (M5s), secondo cui "la Regione Lazio è al 43, 45 per cento di raccolta differenziata. C'è stata una crescita, che ha rallentato nei ultimi 3 anni. Con la chiusura di Colleferro, dove portiamo i rifiuti? Veniamo al piano rifiuti. A oggi è stato adottato? Il 20 di questo mese si è chiusa la procedura di valutazione. Attendiamo che arrivi in commissione. Nel piano ci sono alcune forzature. Chi individua le aree? Le Città metropolitane e le Province. L'unica che ha approvato i provvedimenti necessari è quella di Latina, che indica una quantità enorme di aree idonee, senza la sintesi necessaria. Cosa riusciremo a ottenere quando sarà approvato il piano rifiuti regionale, un piano che non condivido perché ha troppe zone grigie? Avremo i cosiddetti scenari di controllo e quindi i fabbisogni di impianti. Come si riduce l'indifferenziato? Separando l'indifferenziato dall'organico. Sulle discariche il discorso è diverso: ogni territorio si deve prendere le sue responsabilità, gli Ambiti devono essere tassativi", ha concluso Cacciatore.

Dopo di lui, è intervenuto Giancarlo Righini (FdI), per il quale "nella sua duplice veste di sindaco di Roma e sindaco della Città metropolitana, sono enormi le responsabilità di Virginia Raggi. Vogliamo risposte precise: le competenze sono chiare, la Città metropolitana deve individuare le aree idonee alla collocazione degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti. Cosa è stato fatto in questi quattro anni di presidenza della Città metropolitana da parte della Raggi? Nulla. Cosa ha fatto nella sua veste di sindaco? Nulla. E' evidente la sua totale inadeguatezza e incompetenza. Vogliamo sapere dove finiranno le 1.150 tonnellate di rifiuti che ogni giorno vengono portate a Colleferro dopo la chiusura della discarica, il 31 dicembre. La Raggi evidentemente non lo sa. Il piano regionale dei rifiuti esiste, quello che dobbiamo approvare è un semplice aggiornamento, qualcuno lo dica alla sindaca Raggi. Gli altri sindaci del Lazio sono stufi di dover risolvere i problemi di Roma. Governare significa decidere: la sindaco decida oppure si dimetta", ha detto infine Righini.

L'intervento successivo è stato quello di Marietta Tidei (Gruppo Misto), che ha detto che "di fronte alla buffonata organizzata stamani dalla sindaca Raggi, che più che protestare contro la Regione dovrebbe protestare contro se stessa, qualcosa va detto. La sua incapacità è un'offesa permanente alle istituzioni. Non siamo qui solo per approvare qualche ordine del giorno, ma per avere soluzioni. Roma produce un milione e settecentomila tonnellate di rifiuti ogni anno, neanche un chilo viene smaltito nel territorio della Capitale. L'ordinanza, che denota per altro sciatteria, che prevede di smaltire mille tonnellate al giorno a Civitavecchia, è un'altra offesa ai cittadini del Lazio. Ci sono territori che fanno la loro parte. La Regione, anche con l'ordinanza di luglio, ha tutelato la Capitale e la sua immagine. Ma l'eccezionalità di Roma non può passare sulla testa di tutti. Ora bisogna mettere su un binario speciale il piano regionale rifiuti e approvarlo rapidamente, perché è uno strumento che serve al Lazio. Ma non basta: la Regione deve fare qualcosa per ovviare all'incapacità manifesta della Raggi, arrivando se necessario al commissariamento".

Per Stefano Parisi (Lazio 2018), "è imbarazzante che il sindaco della Capitale sia venuto a fare propaganda davanti alla sede del Consiglio. Semmai doveva chiedere di essere ascoltata da quest'Aula. La base della scelta del Piano rifiuti che presto discuteremo ha un presupposto sbagliato: parlare di riduzione dei rifiuti quando nell'ultimo anno sono in aumento non è credibile. L'obiettivo dell'80 per cento di raccolta di differenziata non è raggiungibile. Dobbiamo partire dalle indicazioni dell'Unione europea: 65 per cento di differenziata, 10 per cento in discarica, 25 per cento alla termovalorizzazione. Non è vero che la Commissione europea prevede il decommissioning per i termovalorizzatori, ma solo per gli impianti obsoleti. E' palese l'incapacità di governare Roma e il Lazio".

Subito dopo, Emiliano Minnucci (Pd) ha affermato che "la sindaca di Roma, oggi, ci ha offerto uno spettacolo indecoroso, fa uno show invece di partecipare alle sedute del Consiglio capitolino e della Città metropolitana. A quanto si legge sui giornali, l'accordo raggiunto fra Regione e Comune nella serata di ieri è stato smontato dalla sindaca, che dimostra ancora una volta la sua incapacità di scegliere. Basta leggere gli atti della commissione di indagine sull'Ama per avere una prova evidente di questo. E' intollerabile che si cerchi ancora una volta di portare i rifiuti fuori dal Raccordo anulare. Non si tratta di tutelare le proprie aree di insediamento politico. Ci sono competenze che devono essere ristabilite. Il fatto che Roma debba essere autonoma e autosufficiente sia per gli impianti di smaltimento che per quelli di trattamento. Nel Piano rifiuti che discuteremo nelle prossime settimane c'è scritto chiaramente. Basta con gli spot della sindaca. La Regione sta procedendo con la pianificazione, il presidente Zingaretti ha lavorato per sostenere Roma, anche nel rapporto con altre Province e con le altre Regioni. E' disonesto intellettualmente non riconoscere le diverse responsabilità. C'è chi lavora per trovare soluzioni e chi, invece, come Penelope di notte disfa la tela e ci fa cominciare da capo".

Secondo Eleonora Mattia (Pd), "la sindaca Raggi stamani ha cercato di contrapporre i cittadini di Roma ai cittadini del resto del Lazio. E' una vergogna. La discarica di Colleferro chiuderà fra 33 giorni. Il termine del 31 dicembre del 2019 non è più prorogabile. Da 14 mesi Roma conferisce a Colle Fagiolara oltre mille tonnellate di rifiuti. Anche i due termovalorizzatori sono stati dismessi perché obsoleti, in quei terreni sono stati seppelliti rifiuti tossici e vanno bonificati. Colleferro è la città più inquinata del Lazio, non può essere più la pattumiera del Lazio. Non si deve più morire di cancro in quelle zone. Il Piano di gestione dei rifiuti è chiaro e indica gli obiettivi da raggiungere. Ben venga il sub ambito di Roma, i rifiuti della Capitale non possono continuare a essere smaltiti fuori dal suo territorio".

Per Francesca De Vito (M5s), "Roma ha avuto vent'anni di centrosinistra, cinque di Alemanno, e la Raggi che governa da 3 anni sarebbe manifestamente incapace? E' venuta qui, con i presidente dei Municipi, per difendere il suo territorio, non per fare passerella, da un piano che nella nostra Regione manca da sette anni. E che dire di Salvini che è andato a fare passerella a Civitavecchia parlando di inceneritori. E di Zingaretti che manca da mesi in Consiglio regionale? La sua attenzione è evidentemente altrove. Il piano rifiuti del 2012 è rimasto largamente inattuato è abbiamo addirittura una procedura di infrazione da parte dell'Unione europea. Da sette anni i cittadini del Lazio aspettano quello nuovo. Saranno anche manifestamente capaci, ma stiamo ancora aspettando. E' stato giusto chiudere Malagrotta, è giusto chiudere Colleferro, anche se ci sarebbe un contratto fino al 2022. I cittadini hanno diritto di sapere la verità: Roma deve pensare alla raccolta, i privati hanno l'obbligo di costruire gli impianti nelle aree individuate da quel piano rifiuti della Regione che ancora non c'è. Ognuno faccia la sua parte con serietà e correttezza".

"Un sindaco non dovrebbe avere questo atteggiamento" secondo Michela Califano del Pd, riferendosi alla comparsa di Virginia Raggi in mattinata davanti alla sede della Pisana. "Ognuno ha il suo pezzo di responsabilità politica" sulla questione dei rifiuti ma tutti i territori della regione "hanno dato", secondo la consigliera. Inaccettabile pare specialmente alla consigliera il ragionamento del sindaco secondo cui i piccoli centri dovrebbero assumersi l'onere di ospitare le discariche per il fatto che hanno meno abitanti di Roma, quindi ne risentirebbero di meno. Replica poi a Colosimo sul sito di Maccarese, ricordando come si trovi in piena riserva naturale e conclude con un richiamo generale alla responsabilità, perché "bisogna venirne fuori insieme".

"Fuori luogo" secondo Silvia Blasi del Movimento 5 stelle è usare le accuse di incapacità nei confronti di esponenti delle istituzioni a proposito della soluzione di problemi che presuppongono scelte squisitamente politiche. Il piano rifiuti deve dire "dove come e quando gli impianti nel Lazio vanno fatti", secondo Blasi. "La maggioranza deve esprimere le proprie scelte in questo piano" ed è anche "bene che sia aggiornato ogni 6 anni", secondo Blasi, che poi punta il dito anche sulle contraddizioni del centro destra su questi temi. Altro aspetto che il piano deve chiarire è quello dei rifiuti organici, secondo la consigliera. Particolarmente critica è la situazione di Viterbo, a suo avviso, dove si smaltiscono anche rifiuti della provincia di Roma. Necessaria una "sintesi" rispetto alle rivendicazioni puramente territoriali, a parere della consigliera, che ritiene che ognuno avrebbe potuto conferire, volendo, con la sindaca Raggi stamattina.

Tremila tonnellate di indifferenziato al giorno, quante sono quelle prodotto dalla capitale, sono una cifra "astronomica" secondo Massimiliano Maselli, che si augura che il piano arrivi "al più presto", ma comunque fino a che non arriva è in vigore il precedente. Molto critico anche Maselli sulla presenza del sindaco Raggi davanti al Consiglio stamane, iniziativa "ad effetto", a suo avviso. "Drammatica" anche la situazione della raccolta differenziata a Roma, per Maselli, anche perché "alla raccolta deve seguire una produzione". Gli ambiti territoriali devono essere individuati "uno per provincia, e per Roma anche un sottoambito". "Subdolo" voler individuare delle contraddizioni nel centro destra, definisce in conclusione Maselli, che annuncia due ordini del giorno da parte di Fratelli d'Italia, uno dei quali chiede il commissariamento di Roma, "un atto realistico", a suo avviso.

"Rispetto per le autorità" chiede Valentina Corrado del M5s, e in particolare per il sindaco Raggi; il fallimento della programmazione regionale è al centro dell'attenzione di Bruxelles, per la consigliera, che ha invitato tutti i consiglieri a leggere gli atti sulla vicenda di Ama depositati dall'assessore capitolino Lemmetti. "Non basta chiudere le discariche senza aver individuato le alternative", ha proseguito Corrado; il piano nuovo "nascerà già viziato", secondo la consigliera, perché ci sono carenze sull'impiantistica. Comunque "Roma farà la sua parte", nell'ambito del piano che la Regione formulerà, ha concluso.

Gli obiettivi posti dal nuovo piano per la differenziata non sono realistici, secondo Angelo Orlando Tripodi della Lega, stando alle percentuali di aumento attuali, dell'1 per cento l'anno. "A Roma, anzi, è addirittura in diminuzione", ha aggiunto il consigliere. "Chiudere il ciclo dei rifiuti nelle province, attraverso i termovalorizzatori di nuova generazione", la posizione della Lega secondo Tripodi, che ha ricordato i casi aperti nella provincia di Latina e in particolare Borgo Montello, il più delicato. "Cosa accadrà il 31 dicembre, con la chiusura dell'impianto di Colleferro?", è la domanda che si pone Tripodi. "Non c'è un'idea chiara di quello che si vuole fare", a suo avviso.

Dopo una lunga serie di interventi sull'ordine dei lavori, che ha visto richieste di sospensione (Antonello Aurigemma e Pasquale Ciacciarelli del gruppo misto), della presenza di Zingaretti (Fabrizio Ghera di Fratelli d'Italia) ma anche di ascoltare Raggi (Corrado e De Vito, ma per Righini di FdI e Gino De Paolis, della lista Zingaretti, la sindaca dovrebbe dapprima presiedere le assemblee di sua competenza), richiesta respinta dal vicepresidente della Regione Daniele Leodori, secondo cui Raggi ha avuto l'occasione di intervenire in una serie di commissioni, puntualmente disertate, gli interventi nel merito sono ripresi con Davide Barillari del M5s.

A suo avviso, la gente vuole sapere anche, da questa seduta, "perché si sia arrivati a questa emergenza": il Lazio sta aspettando il nuovo piano rifiuti da sei anni, durante i quali si poteva "dare una alternativa a Malagrotta", ad esempio, o fare molte altre cose; "Roma avrà le sue responsabilità, ma non si è parlato di cosa ha fatto, o meglio non ha fatto, la Regione, in questi anni", ha proseguito Barillari, che ha detto di pensare che piuttosto si sarebbe dovuto parlare, oggi, della lettera di richiamo europea. Oppure della capacità di Arpa di fare i controlli, o del registro tumori, o ancora della valle del Sacco si sarebbe dovuto parlare secondo il consigliere.

Il richiamo ai differenti ruoli dei diversi soggetti istituzionali è stato l'oggetto dell'intervento di Eugenio Patanè del Pd: in particolare, l'indicazione da parte della città metropolitana dei siti è arrivata solo a dicembre 2018, ha ricordato il consigliere, con un ritardo di due anni dall'insediamento della sindaca. Quest'ultima "doveva rispettare le istituzioni quando è stata chiamata", in particolare nelle varie sedute di commissione "alle quali non si è mai presentata", ha proseguito Patanè. "Roma ha la maggior parte della produzione dei rifiuti ma non li smaltisce al suo interno", questo il problema per il consigliere, mentre "Ama non approva i propri bilanci per pochi milioni di euro". L'utilizzo dei poteri sostitutivi è stato chiesto da Patanè, in conclusione, all'assessore Valeriani.

Nella sua replica, proprio quest'ultimo ha parlato di un "capovolgimento dell'ordine dei fattori": il problema sono i rifiuti, non gli impianti, e in particolare "le tremila tonnellate al giorno prodotte da Roma". Il ciclo dei rifiuti "è una competenza del comune", fino a che le norme sono quelle attuali, ha detto Valeriani. Per quanto riguarda il piano, "la procedura è completata e la prossima settimana arriverà in Consiglio: più raccolta differenziata, cambi di tecnologia degli impianti, procedure virtuose sono i suoi contenuti", ha continuato l'assessore, che si attende un dibattito costruttivo e puntuale in consiglio. Un problema in più rispetto alla scorsa estate, quando si è avuto l'intervento regionale, esiste ora, secondo Valeriani: "ogni ambito deve essere autonomo, ormai". "Non lasceremo Roma cadere nel caos", è stata la conclusione di Valeriani, che ha annunciato così l'intenzione della Regione di esercitare i propri poteri, dal momento che l'accordo in tre punti, che sembrava fosse stato trovato, è poi saltato.

La seduta è stata quindi sospesa per poi riprendere nel pomeriggio con l'esame degli ordini del giorno presentati sul tema in esame dai consiglieri.

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Settevene:sopralluogo negativo,strada chiusa

Forse già da oggi la messa in sicurezza

redazione mercoledì 27 novembre 2019
frana settevene palo
CERVETERI - Esito negativo per il sopralluogo effettuato dai tecnici della Città Metropolitana di Roma Capitale sul tratto della Settevene Palo Nuova – tra i chilometri 11 e 13 - interessato dalla frana avvenuta nei giorni scorsi. Troppo pericoloso, prima di interventi, consentire il transito anche solo parziale della strada.

I prossimi passi – forse già da oggi - saranno la messa in sicurezza del costone sottostante Monte Abatone per evitare che si distacchino altri massi, successivamente si potrà valutare l'eventuale riapertura.

Quel che è certo è che i tempi di attivazione del cantiere non saranno brevissimi, mentre sono attesi i circa due milioni già stanziati a Bilancio dalla Città Metropolitana.

Nell'attesa, è palese il disagio patito dagli automobilisti che sono costretti a un lungo giro per raggiungere Bracciano da Cerveteri e viceversa.

(Immagine repertorio)

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Cerveteri, nuova frana sulla Settevene Palo

Un masso è caduto a seguito forti piogge

redazione martedì 26 novembre 2019
frana settevene palo
CERVETERI - Un masso franato sulla strada ha reso necessaria la chiusura, da parte della Città Metropolitana di Roma Capitale, del tratto della Settevene Palo Nuova che collega Bracciano a Cerveteri.

La caduta si è verificata a causa delle forti piogge che hanno interessato il territorio nei giorni scorsi.

I tecnici hanno effettuato sopralluoghi al fine di verificare la tenuta del costone e i tempi necessari alla chiusura del tratto viario.

Come avvenuto precedentemente, gli automobilisti che intendono raggiungere Bracciano da Cerveteri devono deviare  su Via di San Paolo, mentre la Via Doganale è l'alternativa per coloro che provengono da Bracciano.
 
Il sindaco di Cerveteri e consigliere metropolitano Alessio Pascucci, si era adoperato a suo tempo per lo stanziamento di somme necessarie ai lavori di ripristino e messa in sicurezza del tratto stradale interessato dalle frane degli anni scorsi. Lavori che al momento non sono stati effettuati.

(Immagine repertorio)
 

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Lazio, Bilancio: Defr approvato in Commissione

Sessantadue emendamenti approvati, ora l'Aula

redazione sabato 23 novembre 2019

sala mechelli copy
LAZIO - La quarta commissione Bilancio, programmazione economico-finanziaria, partecipazioni regionali, federalismo fiscale, demanio e patrimonio, presieduta da Fabio Refrigeri (Pd), ha dato parere favorevole, a maggioranza, al Documento di economia e finanza regionale 2020 Anni 2020-2022 (Defr, Proposta di deliberazione consiliare n. 37 dell'8 novembre 2019), propedeutico ai lavori per l'esame del prossimo bilancio di previsione.

Il provvedimento dovrà ora approdare nell'aula consiliare, per l'approvazione definitiva. Il voto in commissione è arrivato dopo l'esame di 176 emendamenti delle opposizioni: ne sono stati approvati 62, in gran parte riformulati dall'assessore al Bilancio, Alessandra Sartore.

"Da qui possiamo iniziare ad affrontare il tema dell'esercizio finanziario 2020", ha dichiarato Refrigeri a conclusione della seduta. "La conduzione dei lavori – ha proseguito Refrigeri - è stata trasparente e partecipata: ringrazio assessori, consiglieri e parti sociali che si sono confrontati in queste settimane". Prima dell'approvazione, è intervenuta la consigliera Gaia Pernarella (M5s), per annunciare il voto d'astensione del proprio gruppo, "perché il Defr ci è apparso un documento molto blindato, più che altro un consuntivo del lavoro svolto nella precedente legislatura". "Speriamo di potere migliorare in Aula il testo nel senso da noi desiderato", ha concluso Pernarella. Voto contrario, invece, dai consiglieri di centrodestra presenti al momento del voto (Righini e Tripodi).

Il Documento di economia e finanza regionale (Defr) della Regione Lazio analizza e sintetizza i risultati dell'attuazione delle politiche regionali (in tema economico, sociale, territoriale e finanziario) del medio periodo, e descrive gli obiettivi del prossimo triennio sostenuti dai tre pilastri strategici definiti per l'attuale legislatura: politiche per la redistribuzione e la riduzione delle disparità, politiche per la crescita sostenibile nell'ambiente, nella società, e nell'economia e, infine, politiche per la gestione controllata del bilancio e di razionalizzazione della spesa.

L'intensa attività emendativa dei consiglieri regionali ha toccato tutti i campi d'intervento. Particolare attenzione è stata rivolta alle infrastrutture, alla viabilità al trasporto ferroviario. Emendamenti al Defr riguardano: la Pedemontana di Formia e la riattivazione e il completamento della ferrovia regionale Formia-Gaeta-Minturno-Cassino (Simeone, Cartaginese, Cangemi); lo sviluppo degli interporti, delle infrastrutture intermodali e delle piattaforme logistiche (Ciacciarelli, Aurigemma, Palozzi); interventi di manutenzione nella stazione di Pomezia - Santa Palomba (Corrado); il completamento della stazione di Acilia sulla Roma-Lido (Ghera); lo studio della possibile trasformazione delle linee ferroviarie verso i Castelli in metropolitana di superficie e l'istituzione di una nuova stazione in località Cinque archi nel comune di Velletri (Righini); gli investimenti per il recupero e la messa in sicurezza dell'edilizia scolastica (Corrado).

In campo sanitario e nel sociale, sono stati approvati emendamenti riguardanti: interventi in favore dei comuni per l'accoglienza dei minori nelle case famiglia e per la completa operatività dei registri tumori del Lazio (Ciacciarelli, Aurigemma, Palozzi); lo snellimento delle procedure per l'apertura di strutture sociosanitarie per non autosufficienti, disabili, minori e persone con dipendenze (Tripodi); il monitoraggio delle liste d'attesa nella sanità (Corrado); iniziative per lo sblocco dei fondi per la realizzazione dell'ospedale del Golfo (Simeone, Cartaginese, Cangemi).

Un emendamento del consigliere Fabrizio Ghera (FdI) pone tra gli obiettivi del Defr la piena attuazione della legge regionale sul mutuo sociale (legge 21/2009). Diverse le proposte emendative a favore delle piccole e micro imprese e degli artigiani (Simeone, e di Lombardi, Porrello) e per combattere i fenomeni di "desertificazione economica e demografica" delle aree interne (Pirozzi).

Attenzione è rivolta anche alle politiche del lavoro e di contrasto alla povertà, attraverso il reddito e la pensione di cittadinanza, in un emendamento dei consiglieri del Movimento 5 stelle Roberta Lombardi e Devid Porrello.

In campo ambientale, si segnalano le modifiche al Defr volte a: rafforzare il ruolo degli enti parco regionali (Righini); realizzare interventi di "rinaturazione dunale" nei comuni costieri (Corrado); sostenere l'economia circolare, in particolare le attività commerciali che promuovono il riciclo, riuso, recupero e rigenerazione di beni, nonché di prodotti sfusi (Lombardi, Porrello); una possibile istituzione di una zona di tutela biologica nell'ambiente marino antistante il comune di Tarquinia (Blasi, Corrado); definire gli Ambiti territoriali ottimali (Ato) all'interno del piano regionale di gestione dei rifiuti (Cacciatore, Novelli).

In campo agroalimentare, un emendamento sottoscritto dai consiglieri di Forza Italia, Simeone, Cartaginese e Cangemi, spinge per il sostegno al settore bufalino, ritenuto fondamentale per l'economia zootecnica e lattiero-casearia delle province di Latina, Roma e Frosinone, mentre è di Giancarlo Righini (FdI) la proposta per l'istituzione del marchio olio Dop "Castelli romani – monti Lepini". Sempre a firma dei consiglieri di Forza Italia l'emendamento volto a rafforzare la valorizzazione dei borghi storici del Lazio.

Il Defr e la prossima manovra di bilancio

Il Documento di economia e finanza regionale descrive i risultati raggiunti in questi anni nel risanamento dei conti pubblici e nel miglioramento della gestione amministrativa: una maggiore tempestività dei pagamenti; la rinegoziazione di ampie quote del debito regionale con tassi più vantaggiosi e un risparmio di oltre 200 milioni; la riduzione del 94 per cento del portafoglio dei derivati; il passaggio da un disavanzo consistente a un avanzo di poco più di sei milioni di euro nel settore sanitario, prefigurando la conclusione della fase di commissariamento; la riduzione dei tempi – e delle procedure – per l'attuazione delle politiche co-finanziate con i fondi strutturali d'investimento europei per la realizzazione della Strategia Europa 2020.

Il Defr tiene conto della cornice macroeconomica internazionale, per delineare gli scenari di crescita regionale per il prossimo triennio. Considerando che la manovra nazionale dovrebbe avere effetti sull'economia regionale, secondo il governo nazionale l'espansione media programmatica del Pil sarebbe, mediamente, pari a circa 0,2 punti percentuali; a quest'incremento si aggiungerebbe l'effetto della manovra regionale che avrebbe un volume complessivo di 7,1 miliardi di euro (4,9 mld di parte corrente e 2,2 miliardi di parte capitale). Tali effetti sono stati stimati in circa 0,9 punti percentuali in media d'anno tra il 2020 e il 2022.

Sulla base delle stime econometriche, Il Pil programmatico del Lazio dovrebbe, dunque, progredire dell'1,9 per cento nel 2020, dell'1,7 per cento nel 2021 e dell'1,3 per cento nel 2022. Il tasso di disoccupazione, nel 2019 pari al 10,4 per cento, dovrebbe scendere al 9,5 per cento già nel 2020.

Gli elementi della prossima manovra regionale, riportati nel Defr, sono riconducibili alla prosecuzione delle misure di riduzione dell'Irpef per le famiglie, alla disapplicazione della maggiorazione dell'Irap, all'intensificazione degli investimenti, per complessivi 2,2 miliardi, nel settore ambientale, in ambito di tutela del territorio, sulle reti infrastrutturali, nel settore della ricerca, nel settore dello sport, per lo sviluppo economico e per lo sviluppo rurale.

Va ricordato che, in materia di addizionale regionale Irpef, lo scorso anno si confermava, per il triennio 2019-2021, il ri-finanziamento del fondo per la riduzione della pressione fiscale, per complessivi 970 milioni di euro, e si anticipava il percorso di riduzione della pressione a carico delle imprese con la disapplicazione della maggiorazione pari allo 0,92 per cento dell'Irap nei confronti di specifiche attività economiche, per le imprese femminili di nuova istituzione e per le imprese operanti esclusivamente in determinati comuni montani, con un onere a carico del bilancio regionale di circa 20 milioni.

Per il prossimo triennio, al fine di garantire un'idonea copertura finanziaria agli sgravi fiscali prospettati, sono previsti interventi di ristrutturazione del debito finanziario e l'introduzione di nuove azioni di consolidamento delle entrate e di razionalizzazione delle spese.

In termini di indicatori di finanza pubblica, gli effetti della manovra 2020-2022 impatteranno sull'indebitamento netto (programmatico) che, rispetto allo scenario tendenziale, risentirà di un minor ricorso al mercato per complessivi 140 milioni di euro. Nello stesso periodo, il saldo primario si attesterà su valori positivi compresi tra 308 e 324 milioni, garantendo una significativa capacità di autofinanziamento degli investimenti per lo sviluppo. Conseguentemente, anche il profilo di breve-medio periodo dello stock di debito accentuerà il ritmo di riduzione (-1,3 per cento all'anno), rispetto al quadro tendenziale.

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Lazio, operativa la campagna Green 'Ossigeno'

Oltre 5000 alberi piantati ieri

redazione venerdì 22 novembre 2019
campagna green ossigeno
LAZIO - Oltre 5mila gli alberi e arbusti piantati dalla Regione in tutto il Lazio in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi del 21 novembre. Dal Castello di Santa Severa al Museo ornitologico di Ventotene, dall'università Sapienza di Roma alla Asl di Viterbo, dalla Palestra della legalità a Ostia alle Dimore storiche.

Lo comunica la Regione Lazio.

Entra così nella sua fase operativa il progetto Ossigeno, con la piantumazione di parte dei 30mila arbusti provenienti dal vivaio del Parco Regionale dei Monti Aurunci.

In tutto il Lazio oltre 250 eventi con il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, gli assessori, i consiglieri e i direttori regionali che pianteranno alberi e arbusti nelle scuole, negli ospedali, nelle Ipab, nelle università, nei centri anziani, nei poli culturali, nei beni confiscati e proseguirà nel weekend con la piantumazione di nuovi alberi nei parchi regionali di tutta la regione. Il presidente Zingaretti ha piantato un albero nell'Istituto scolastico Comprensivo 'Bruno Munari' a Roma.

Sono tutte piante nate da seme autoctono e cresciute nel territorio grazie alla collaborazione del Vivaio dei Monti Aurunci: oggi sono piccole piante che cresceranno e si rafforzeranno nel tempo. Le piante di piccole dimensioni attecchiscono meglio al terreno ed è in fase di crescita che gli alberi compensano l'anidride carbonica. Tra giovedì e il weekend saranno coinvolte per la piantumazione dei nuovi alberi 270 persone, tra volontari della Protezione Civile (con 110 associazioni), i guardiaparco che andranno nelle scuole.

L'obiettivo di Ossigeno è arrivare alla piantumazione di 6 milioni di alberi, uno per ogni abitante del Lazio grazie a un investimento di 12 milioni di euro dal 2020 al 2022 per produrre e acquistare alberi e arbusti autoctoni certificati. La Regione Lazio si fa dunque promotrice di un'iniziativa di sensibilizzazione per spingere Comuni, grandi aziende, stakeholder, associazioni ambientaliste e onlus alla piantumazione diretta, in questo caso fornendo assistenza per la scelta delle piante e dei luoghi più adatti. Con la piantumazione di 6 milioni di alberi si arriverà all'assimilazione e compensazione di 240 mila tonnellate annue di anidride carbonica.


"Oggi siamo qui per raccontarvi la piantumazione di 6 milioni di alberi in 250 luoghi del Lazio, che abbiamo deciso un mese fa vedendo l'Amazzonia in fiamme – così il presidente, Nicola Zingaretti, che ha aggiunto: è importante per la bellezza, perché una zona verde è più bella di una zona dove c'è solo cemento ma anche perché ha a che fare con il futuro della vostra vita. L'aria è sempre più inquinata e serve una svolta e questa idea va in questa direzione: dovevamo e volevamo fare qualcosa".

"Con 'Ossigeno' prevediamo un investimento di 12 milioni di euro in 3 anni, con l'obiettivo di fare del Lazio la regione della sostenibilità. Il 2019 – ha aggiunto – è stato senza dubbio un anno in cui la questione ambientale è diventata predominante nell'agenda pubblica e in quella politica, grazie anche al movimento di giovanissimi nato dall'impegno di Greta Thunberg. Tocca a noi, alle Istituzioni cogliere questi segnali e non lasciare che l'entusiasmo dei giovani vada sprecato"- così il vicepresidente, Daniele Leodori.

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